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La Storia del Rione

STORIA TERRITORIALE DEL RIONE CATTEDRALE

 

Fino alla nascita del Comune (sec. XI), la vita economica e sociale astigiana aveva avuto fra i centri più importanti, il nucleo della Cattedrale, con l’antica piazza e l’adiacente contrada Maestra.

Come gran  parte delle istituzioni popolari, infatti, la consuetudine della popolazione astese di riunirsi attorno alla chiesa per trattare questioni comuni, sorse quasi inavvertita per un processo di aggregazione. Era una reale necessità di autogestione motivata dal generale sgretolamento del governo centrale, mentre solola Chiesamanteneva una certa efficienza e autorità .

 

La Cattedrale, anche nella sua prima forma architettonica, aveva una collocazione funzionale, sorgeva infatti nella zona centrale della città stessa.

Gli antichi chiostri, sorsero nel X sec nella zona adiacente alla Cattedrale ed erano sede del clero addetto alla chiesa, che conduceva vita comune secondo la regola di S. Agostino. I chiostri comprendevano anche un ospedale per i poveri e gli infermi; scuole per i giovani che si avvicinavano alla carriera ecclesiastica e un cimitero già preesistente.

I canonici abbandonarono la vita claustrale comune nel 1218.

 

Il complesso degli edifici della Cattedrale, incluso nella prima cerchia muraria (X sec.), veniva a trovarsi a nord-ovest dei bastioni stessi, quasi a ridosso di quel tratto lungo il quale le difese della città di Asti si accentravano particolarmente su due grandiose opere di fortificazione dislocate in posizione strategica : il Castel Vecchio e il Castello dei Varroni

Si sa che dal 938 d.C. al 1409, il Castel Vecchio  fu sede dei vescovi, ecco perché anche denominato “Castrum Episcopi”.

Anche il Castello dei Varroni, doveva essere una fortificazione ben salda, poiché prima di giungere a quel castello si trovavano altre fortificazioni da superare e vi si poteva accedere solo dalla parte interna della città.

 

Due antiche pergamene del 1230 e del 1253, conservate all’Archivio capitolare del Duomo, attestano che il principale mercato cittadino si teneva sulla piazza della Cattedrale col nome di “ forum de dom”.

Interessante considerare la lite sorta nel 1781 tra il Capitolo della Cattedrale e il Comune circa la proprietà della piazza. Tale lite  durò qualche anno, perché nel 1785 ebbe termine lasciando che la città continuasse a godere il pacifico possesso che sempre aveva goduto. Risulta dagli atti di detta lite, che senza alcun consenso del Capitolo “ si è sempre praticato di fare sovra la detta piazza li pubblici balli, spettacoli e divertimenti”.

In  quei tempi la vita pubblica era fortemente legata a quella religiosa, così che la storia del Rione Cattedrale è storia civile sia pure permeata di grande religiosità.

Prova della religiosità dei reggitori della cosa pubblica era l’uso di intervenire alle principali funzioni religiose. Il Comune, ad esempio, interveniva ufficialmente alla festa del “ Corpus Domini” per mezzo di rappresentanti scelti nel Consiglio dei dodici Savi. E la stessa Cattedrale era spesso sede delle adunanze del consiglio Comunale. Da molti documenti risulto che il Comune di Asti nei sec. XII e XIII spesso teneva le adunanze sui terrazzi del Duomo, “ ubi consilia celebrantur”, cioè dove si sogliono tenere le adunanze.

Sotto Il Vescovo Guido Valperga cominciarono i lavori alla cattedrale nel 1309; proseguirono sotto De Rosette e Malabaila che li ultimò intorno alla metà del 1300.

 

In quell’ epoca la chiesa possedeva 26 feudi che conservò quasi integralmente fino  al1784, incui vennero ceduti al governo.

L’inizio della Cattedrale, coincise con la costruzione della seconda cerchia di mura. La nuova area cittadina di maggiore importanza, dato l’ampliamento della città, si spostò allora verso Piazza San Secondo; ma il nucleo della cattedrale continuò ad espletare una funzione di primo piano nella vita economica e sociale cittadina.

Con la seconda cerchia di mura, si abbracciavano i popolari borghi di San Marco, di San Martino, di San Quirico, di Santa Maria Nuova e di San Pietro. Ma in  questi borghi, come osserva lo storico astigiano Stefano Incisa, non vi era segno di nobiltà…

La Cattedralerisulta quindi, espressione dell’aristocrazia astese più antica, oggetto di privilegi nobiliari ed ecclesiastici, in cui assumono un ruolo importante i cittadini e le famiglie nobili. Essi partecipano attivamente alla nascita ed alla gestione con sovvenzioni, ricordate nelle numerose iscrizioni e dagli stemmi dei donatori, in essa riprodotte.

La storia urbana del Rione Cattedrale è dunque storia di estremo interesse, perché fondata su numerosissime case-forti le quali furono il nucleo principale di un sistema edilizio che ebbe una parte notevole nelle vicende di Asti. In questo rione antico del Duomo, i Pelletta, i Capra d’Azzano, gli Alfieri, i Turco, i De Regibus, i Crivelli, i Malabaila, i Montafia, i Ponte, gli Asinari, i Mazzola, gli Zoia, i Solaro, i Burneo, gli Scarampi, gli Strata, i Della Rovere, I Falletti e i Natta edificarono splendide dimore, quale residenza nobiliare.

Il fenomeno della formazione delle case fortificate all’interno della città si intensificò a partire dall’ultimo quarto del sec. XIII, quando, per gelosia di ricchezze (come dice il cronista astigiano G. Ventura), si acuirono le lotte fra i due maggiori gruppi finanziari cresciuti e consolidatisi attorno alle fazioni guelfa dei Solaro e ghibellina dei De Castello.

Oggi ancora, all’esterno dei fabbricati di questo rione, si possono scorgere qua e là, sotto le trasformazioni successive e gli intonaci fatiscenti, elementi di archi a tutto sesto od ogivali, con il tipico paramento in laterizio alternato ad arenaria che testimonia la presenza di un edificio medievale. Erano queste le dimore dei notabili della città, dediti alla mercanzia ed al prestito del denaro.

Queste attività comportarono la polarizzazione della ricchezza attorno a specifici gruppi familiari, in equilibrio politico ed economico, con un riflesso diretto e determinante anche sulla struttura urbana del rione che, come si è visto, risultò organizzata in case-forti sede e possesso delle maggiori famiglie.

Parecchie di queste famiglie accumularono ingenti ricchezze, grazie alle quali intrapresero un’ ascesa sociale che li condusse al rango nobiliare. Solo così essi poterono entrare nella diplomazia, nell’esercito, nell’alta burocrazia e nel clero, servendo lo Stato ela Chiesa, oppure esercitando le professioni liberali.

Esempi cospicui di tale promozione sociale sono gli Alfieri che giungono a tenere uffici di governo e di corte; gli Asinari i quali iniziarono la loro attività bancaria nel1295 aFriburgo e terminarono con alte cariche di corte; i Burneo, strirpe illustre che diede ambasciatori e diplomatici.

Altre famiglie, invece, restarono fedeli alle loro origini mercantili, come i Laiolo i cui membri furono i primi a tenere casane in Savoia; i Pelletta che da modesti banchieri in Savoia e nella Valle d’Aosta, si spansero nelle più importanti piazze bancarie dell’Europa occidentale.

La parrocchia della Cattedrale verso la fine del ‘ 500, non usciva dai confini delle mura e contava 600 anime. La cura spirituale della medesima era delegata dal capitolo ad un sacerdote che era retribuito con 12 sacchi di grano, oltre ad un contributo in denaro. Mons. Peruzzi, nella visita del 1585 ordinò che si nominasse un vicario perpetuo e a  lui s’aggiungessero altri sacerdoti coadiutori .

Verso la fine del ‘600, don Secondo Mellino, parroco della Cattedrale, scriveva che la parrocchia contava 141 case, più le 9 dei chiostri del Capitolo e il Castel Vecchio.

 

In particolare il rione Cattedrale era suddiviso in sei quartieri:

Il quartiere dei Varroni, il quartiere di San Giuliano, il quartiere si S. Pietro de Strata o di Sant’ Anastasio, il quartiere di S, Sisto, il quartiere di S. Ilario e il quartiere della Maddalena.

Nel 1816, i 6 quartieri erano divisi in 34 isolati. In questo pittoresco contesto urbano gli splendidi palazzi patrizi, contrastavano certamente con le abitazioni del popolo e della povera gente che, fino alla fine dell’ 800 abitò in catapecchie di legno e di mattoni crudi, dove le condizioni igieniche ed economiche erano al limite della sopportazione umana.

E’ significativo che l’Incisa, ancora nel primo Ottocento, scrivesse che “ lo squallore delle case povere rendeva ancor più belle le case ricche”. Nel distretto parrocchiale, parecchie istituzioni religiose cercarono soprattutto di alleviare miserie materiali e morali.

Naturalmente il Rione Cattedrale, come d’altronde  la restante parte cittadina, ha subito nel corso dei secoli una lenta e continua trasformazione, ed adattando la sua struttura e funzione alle mutate situazioni economico e politiche di Asti, è venuto ad assumere nel tempo li struttura e la fisionomia attuale.

La decadenza del “nucleo storico” della Cattedrale, ebbe inizio nel ‘900 con il suo graduale abbandono come centro residenziale.