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Corteo Storico 2017

Et ego scripsi…

Donne e affari nei protocolli notarili dell’Archivio Capitolare

Il Capitolo della Cattedrale ha sempre rappresentato per gli abitanti del Recinto dei Nobili un punto di rifermento non solo per la cura delle anime, ma anche per la stesura di atti civili che definivano rapporti personali ed economici tra gli esponenti della ricca aristocrazia astese. Tra le carte custodite nell’Archivio Capitolare di Asti, si ritrovano infatti numerosi documenti notarili che testimoniano l’importante ruolo dei membri del Capitolo nella redazione di testamenti, donazioni, vendite, atti di dote e prestiti. Alla presenza di testimoni, i notai, presbiteri e capellani della Cattedrale, si occupavano della corretta stesura dei documenti per una vasta clientela, per la maggior parte maschile ma anche femminile: mogli, figlie, vedove o anche religiose, che si rivolgevano al Capitolo per siglare vendite e prestiti, fare testamento o comparire in qualità di testimoni o beneficiarie. Le donne astigiane sono, infatti, parte attiva della vita economica e possono anche gestire i patrimoni per conto della loro famiglia: è il caso di Smeralda Buneo, che con il consenso del marito ricorre al Capitolo per redigere l’atto di vendita e di affitto di alcuni terreni. Anche donne di giovane età possono sottoscrivere donazioni: è il caso di Catalina Pelletta che nel 1371 dona tutti i suoi beni mobili e immobili ad Agnesina Turco, impegnandosi a rispettare questa donazione quando avrebbe compiuto la maggiore età. I padri si rivolgevano al Capitolo per stabilire l’ammontare della dote per la propria figlia che veniva trascritta nelle carte dotis: Agostino Malabayla assegna alla figlia Iohannina una dote di centocinquanta genovini “di buon oro e di giusto e legale peso”, somma che sarebbe stata poi restituita alla moglie alla morte del coniuge. La donna astense è spesso nominata, all’interno di testamenti, tutrice e gubernatrix dei suoi figli, come nel caso di Linora Pelletta, che eredita dal marito somme importanti di denaro, gioielli e tessuti. I ricchi commercianti e banchieri astigiani, impegnati per lunghi periodi lontano dalla loro patria, per la gestione dei propri beni ricorrevano alle mogli, le sole a godere della fiducia completa del proprio sposo. Il rione Cattedrale vuole far rivivere le figure di queste importanti donne del Recinto dei Nobili che, con i beni che ne rappresentano il potere, si rivolgono al Capitolo per legalizzare i loro atti.

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