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Un prezioso contributo artistico

Il corteo storico 2016 del Rione Cattedrale si fregia della collaborazione del grande artista Sergio Turle

 

turle

 

Ha trovato la propria strada nelle accensioni coloristiche e negli splendidi giochi cromatici che la tecnica pittorica che solo l'istinto innato di un creativo di un vero artista può raggiungere. Sergio Turle, cremonese di nascita ma di adozione meneghina e dotato di un talento naturale perfezionato attraverso lo studio in importanti scuole artistiche e dai grandi Maestri di Brera, ha ricevuto molti riconoscimenti proprio per la tecnica, frutto di una ricerca che è colmata nel dipinto devozionale realizzato per Vignate, collocato nella piazza principale del Comune a pochissimi chilometri da Milano.

La sua e' una pittura limpida, precisa, attenta ai giochi cromatici e attraversata da una certa vena lirica che anima i soggetti, donando loro una chiara e distintiva personalita'. Il discorso di Turle possiede accenti umanisti, accesi da una empatia originale, spontanea e fiduciosa, verso l'essere umano. Verso la donna in particolare, in quanto depositaria dei misteri piu' profondi della vita.

In tutte le sue opere sono presenti delle foglie, da cui il suo nome con il quale è conosciuto "Il Pittore delle foglie".

Dice di Sergio Turle il Maestro Felice Bossone:

"C'è un episodio, prima marginale, poi colto nella sua pienezza di immagine autonoma, che nella pittura di Sergio Turle sta come una condensazione  marmorea della vita. E' quello delle nature morte, di foglie, che, sul finire dell'estate, cominciano a comparire con insistenza e che oscillano tra composizioni e paesaggi (onirici). Dall'interesse di questo tema se n'era già avuta indicazione quando, sulla facciata di un palazzo settecentesco, era comparso un gruppo di foglie come a sintetizzare la loro intera esistenza fino all'ultimo respiro, come essenza della pietrificazione. Sergio Turle è un caso pittorico emblematico di come la cultura produce coltura e se a questa si aggiungono le potenzialità espressive del linguaggio delle immagini, si ottengono i due elementi che da sempre contraddistinguono l'opera d'arte, ossia la qualità formale e il substrato poetico. La proposta di questo artista, nelle nature morte come nella pittura di storia da lui rimessa in vigore, senza esitazione, è propriamente anacronistica. Ogni sua opera è una creazione poetica aperta a diverse letture: puoi lasciarti prendere dalla melodia immediata dei colori e delle forme o puoi cercare di cogliere il senso sottointeso dove si dispiegano le intuizioni della coscienza."

 

 

 

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