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Tema Corteo Storico 2016

L’Hospitium de Dom, dal credito alla carità.

Il complesso della Cattedrale di Santa Maria Assunta ha sempre costituito un punto di riferimento per l’intera città di Asti: luogo di preghiera, di incontri quotidiani o di eventi politici, le sue sale hanno visto passare papi, santi, re, nobili ma anche persone umili, pellegrini e ammalati. In alcuni dei suoi ambienti, riconducibili agli spazi spettanti al Capitolo della Cattedrale, si venne a costituire già dal XIII secolo l’Hospitium de Domate Ecclesiae astensis, luogo di assistenza medica e caritativa per pellegrini, malati e indigenti che cercavano un pasto o un po’ di sollievo dalle fatiche del viaggio o dalla malattia. Questa istituzione funzionava soprattutto mediante l’apporto economico delle importanti famiglie di banchieri e mercanti presenti nel cosiddetto Recinto dei Nobili che donavano, sia per rimarcare il proprio prestigio sia per motivi religiosi, una parte di quegli immensi guadagni ottenuti in Italia e in Europa grazie al commercio, specie di panni e filati, e all’attività creditizia cui facevano riferimento anche sovrani e pontefici i. Intorno all’Hospitium ruotava quindi svariate figure: donatori sia laici che religiosi, addetti all’assistenza diretta ai bisognosi, pellegrini, poveri e malati. Tenendo presenti alcune testimomnaizne offerte dalla novellistica medievale possiamo supporre che non mancassero casi di  abuso della carità e forse proprio a situazioni di questa natura sono da ricollegare i  due sportelli lignei, destinati a una porta o a un armadio dell’Hospitium, che raffigurano rispettivamente un villano e una scimmia sormontati da un cartiglio a spirale nei quali sono intagliate due frasi che dovevano suonare come un monito per gli eventuali accattoni: «Chi a pocho da spendere è molto male veduto. Chi no a da rendere chambio non trova aiuto» e «I sono una sumia che sono vegnuta in povertade. Si debio mangiare, el me bisogna filare. Ime sono retornato da miei parenti. De lo suo no m’anno voludo dare niente». Il rione Cattedrale,  prendendo ispirazione da questi due sportelli - esposti oggi nel museo Diocesano di San Giovanni e attribuiti a Baldino da Surso -, intende raccontare in una serie di quadri l’attività quotidiana dell’Hospitium, evidenziando il forte legame economico con le nobili famiglie del rione che lo finanziarono.

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