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Tema Corteo Storico 2015

La Fortuna e le sue rappresentazioni allegoriche

 

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Antonio Astesano, nel poema Carmen de varietate fortunae, sive de vita et gestis civium astensium, narra del crollo della Cattedrale di Santa Maria Assunta, avvenuto nel 1323: in chiesa, dal mattino al tardo pomeriggio, si erano susseguite numerose celebrazioni religiose, tuttavia, al momento del cedimento, fedeli e canonici avevano già lasciato l’edificio. Una vicenda esemplare di come la vita degli uomini sia dominata dal caso, dall’imprevedibilità, dalla mutevolezza del destino umano oppure dalla Fortuna, ritratta già dall’epoca romana come una fanciulla cieca che reca in una mano il globo terrestre e nell’altra la cornucopia, dalla quale lascia cadere ricchezze e abbondanza. Nel Medioevo, nelle immagini allegoriche, la cornucopia fu attribuita all’Abbondanza, mentre la Fortuna venne sempre più spesso ritratta con la ruota, come già scrisse il filosofo Boezio nel 523: «Giriamo la ruota rivoltandone l’orbita e godiamo di cambiar posto a ciò che sta più in basso con ciò che sta più in alto e viceversa». E a questo assunto si ispira l’opera dell’Astesano. Tra il XIII e il XV secolo, numerose furono le rappresentazioni della ruota della Fortuna, frequenti nelle miniature di manoscritti, sui rosoni delle vetrate delle cattedrali e, verso la metà del XV secolo, persino sui tarocchi. Tra le raffigurazioni più ricorrenti, la Fortuna, figura femminile incoronata, muove da dietro i raggi della ruota sulla quale sono posti quattro personaggi emblematici: in alto il re, in basso un uomo quasi nudo, a destra una persona che precipita e a sinistra un’altra che sta per ricevere la corona. Un’altra rappresentazione piuttosto nota vede invece la Fortuna come una dama coronata, con due volti – uno luminoso e uno buio – posta in piedi sulla ruota e armata di freccia. Ancora in ambito iconografico, un tema che trova ampia diffusione riguarda l’opposizione tra la Fortuna e la Sapienza o la Virtù. La Fortuna conosce ma non rivela ciò che riserva il futuro, ama gli audaci, i forti, i tenaci ma non la prudenza, la preoccupazione, la pigrizia, l’ingratitudine. Il Rione Cattedrale intende illustrare alcune rappresentazioni della Fortuna, elaborate tra il XIII e il XV secolo nelle immagini allegoriche.

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